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Alla scoperta del piacentino ennese

A Villa Costanza i sapori autentici dal cuore della Sicilia. Alla scoperta del piacentino ennese

A volte il nome può trarre in inganno. Accade anche per il formaggio piacentino ennese, che a dispetto di ciò che si potrebbe immaginare non c’entra niente con Piacenza ma è invece indissolubilmente legato al cuore dell’entroterra siciliano, in particolare alla provincia di Enna.

Il piacentino o piacentinu ennese è una vera e propria eccellenza del territorio e della Sicilia in generale, che ha ottenuto il riconoscimento di alimento DOP (a Denominazione di Origine Protetta) e la nomina di Presidio Slow Food

Piacentino ennese: DOP dal 2011

Cos’ha di particolare questo prelibato formaggio e perché a Villa Costanza gode di tanta considerazione?

Il pecorino piacentino ennese è prodotto da latte di pecora e il suo inconfondibile colore giallo-arancio è dovuto alla presenza dello zafferano. L’Oro rosso di Sicilia, spezia la cui coltivazione è tipica della zona di Enna, rappresenta il legame inscindibile tra il piacentino e il suo territorio di appartenenza.

Il tipico gusto piccante del formaggio a pasta dura è dato invece da grani di pepe nero, mentre la quantità di sale nell’impasto è moderata: ciò lo rende saporito al punto giusto, senza eccessi, sempre equilibrato e gradevole al palato.

Il piacentino ennese è diventato alimento DOP nel 2011 e pochi anni dopo è stato inserito anche tra i Presidi Slow Food. Viene prodotto esclusivamente nella provincia di Enna, una tra le aree con la maggior presenza di allevamenti ovini in Sicilia, grazie al suo microclima particolarmente adatto a questo tipo di allevamento, e nello specifico in nove piccoli comuni, tra i quali in particolare Aidone e Piazza Armerina.

Il formaggio “che piace”, fin dai tempi dei Normanni

Ma insomma, perché questo formaggio si chiama piacentino?

A volte la risposta è più semplice di ciò che si può immaginare: il pecorino ennese è piacentino… perchè piace! Il suo nome nasce infatti dalla forma dialettale “piacentì”, cioè  “che piace”.

Sulla nascita e sulla storia del piacentino ennese  si mescolano in modo affascinante realtà e leggenda, come nelle più belle storie folkloristiche. Una versione del racconto chiama in causa addirittura Ruggero I il Normanno che, pare, nell’XI secolo fece creare questa variazione sul pecorino facendo aggiungere lo zafferano per curare la depressione della moglie Adelasia Del Vasto, in virtù delle proprietà antidepressive della spezia.

Ruggero aveva avuto un’ottima intuizione, perché le qualità antiossidanti come la crocetina, crocina e picrocrocina e vitamine B1 e B12, essenziali per il sistema nervoso.

Pecorino piacentino: delizioso e versatile in cucina

La qualità migliore del piacentino ennese è la sua vasta usabilità in cucina. La sua versatilità lo rende adatto a svariati utilizzi e sperimentazioni.

Se vuoi gustare al meglio il suo sapore e la sua consistenza puoi mangiarlo come antipasto nel classico tagliere di formaggi. Se invece cerchi qualcosa di più sfizioso puoi assaggiarlo in saporiti primi piatti, sia come condimento che come ripieno, oppure in secondi e contorni come ad esempio i carciofi al piacentino.

Due chicche? Fritto in padella nel cosiddetto caciu all’argintera, oppure come ripieno dell’arancina!

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